ANNO 2016-2018

LE SCOPERTE GEOGRAFICHE

Spettacolo finalista dell’XI edizione del Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche Dante Cappelletti 2014.

Vincitore del premio Mario Mieli a Teatro come miglior regia nel 2018.

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di Marco Morana regia Virginia Franchi 

con Daniele Gattano, Francesco Petruzzelli/Michele Balducci 

installazione luminosa e composizione sonora Fabio Di Salvo 

costumi Alessandro Fusco disegno luci Marco D’Amelio movimento scenico Marzia Meddi

aiuto regia Valeria Spada scenotecnica Walter Mariucci, Giorgio Paolicelli 

foto e grafica Manuela Giusto ufficio stampa e promozione Giulia Taglienti 

Un banco di scuola, anni cinquanta. Due compagni, due giovani uomini che ripassano la lezione di storia: le grandi scoperte geografiche di Colombo e Magellano. Ma quella lezione in realtà è un pretesto, perché tra i due c’è un sentimento profondo che finora hanno nascosto. Il viaggio dei due grandi esploratori si confonde con la loro esplorazione. La classe diventa la caravella, e la terra da scoprire è un continente oscuro e senza confini, quello del desiderio e dell’identità.

 

Questo tragitto di formazione prosegue oltre l’adolescenza, attraversando la maturità e la vecchiaia dei protagonisti. Si addentra nel loro Nuovo Mondo interiore, un universo pericoloso, fatto di tempeste, di dubbi e di slanci improvvisi, di ammaraggi coraggiosi e di mostri sputati dall’inconscio. Un universo più reale della realtà, dove la lingua perde ogni funzione quotidiana diventando un codice esclusivamente amoroso, poetico in senso stretto, che si fonde ironicamente con il gergo marinaresco.

 

Le scoperte geografiche è la storia di un sentimento assoluto e forse mancato, l’epopea di una rotta perpetua, perché nell’oceano dei sentimenti non c’è terraferma su cui attraccare, non c’è meta, ma solo un senso agrodolce, insieme definitivo e sospeso, inevitabile conseguenza di ogni viaggio d’amore.

Le scoperte geografiche ha debuttato nel 2016 al Teatro Brancaccino di Roma all’interno della stagione "Lo spazio del racconto" ed è stato ospitato nella rassegna "Illecite Visioni" e Collinarea Festival. Lo spettacolo è stato replicato, tra gli altri, al Teatro dei Filodrammatici, dove ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International che lo "ritiene importante per riuscire a narrare l’insensatezza e la disumanità di pregiudizi e stereotipi e quanto questi possano influire sulla vita delle persone, quando non arrivano, in taluni contesti, a dare origine a vere e proprie violazioni dei diritti umani."

contributi critici

Questo spettacolo è la prova che il teatro dei poco più/poco meno che trentenni “si può fare!”, come urlava il solito Gene Wilder. E si può fare molto bene.

Mattia L. Palma, Gli stati generali

E’ godibilissimo il testo con il suo ritmo incalzante e armonico, sostenuto, che sfodera tutta la possibile modernità della poesia e che i due interpreti riescono a rendere ironico e commovente ad un tempo. 

Nel contesto di un mondo radiografato che in scena, sul piccolo come sul grande schermo, porta solo quotidianità corrente, finalmente uno spettacolo che vola, con una forte vena narrativa, senza abbandonare per questo l’attualità, che riesce però a farsi messaggio universale e non chiacchiericcio di quartiere.

Ilaria Guidantoni, Saltinaria

Per cui se andate a vederlo – e datemi retta: andate a vederlo! – preparatevi ad un viaggio che arriva a toccare corde interiori profondissime, su ciò che (non?) siamo stati, sulle scelte che facciamo, sul coraggio che ci vuole a far risalire l’ancora e salpare per la vita, con tutto quello che questa scelta, quotidianamente, comporta.

Dario Accolla, Gaypost

“Le scoperte geografiche” è una grande metafora, una sorta di romanzo di formazione trasferito sul palcoscenico.

Fiorenza Petrocchi, Recensito

Le scoperte geografiche di Marco Morana è uno dei più riusciti testi sull’omoerotismo maschile scritti in Italia negli ultimi anni. La regia di Franchi è squisitamente teatrale ed evoca scene, situazioni e immagini scaturite dalla fervida immaginazione dei due personaggi, rendendo la magia immaginifica dell’infanzia che sostiene il testo con quella del teatro che sostiene la messinscena. Emozioni amplificate da una installazione luminosa, che aleggia sulla scena come le stelle, e dalle sonorità della partitura elettronica, entrambi di Fabio di Salvo.

Alessandro Paesano, Prideonline

La rappresentazione scenica di Virginia Franchi è essenziale e al contempo stupefacente per grazia ed efficacia, poiché regala ai due bravi attori sul palco la possibilità di creare un’atmosfera di commovente raccoltezza, riuscendo anche, attraverso un sapiente uso di luci e rumori, ad uscire dalla intimità dello spazio scenico per lasciar intuire contesti di più ampio respiro.

Marco Moraschinelli, CriticalMinds

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